La Sibaritide (o Piana di Sibari) è situata nell'
alto Ionio cosentino, in Calabria,ed è una zona
pianeggiante di 180 km quadrati. Tale verde lembo di terra è riparato
a nord/est dal massiccio del Pollino ed a sud dall' altopiano
della Sila. E' interamente attraversato dal fiume Crati,
i cui depositi alluvionali ne hanno nei secoli formato
il territorio.
La sua storia è legata
alle vicende dell' antica Sibaris-Copia, fondata dagli
Achei nell' VIII sec. a.C., e che visse nel VII-VI sec.
un periodo di grande splendore e di grande floridezza
economica, fino al 510 a.C. , anno in cui Sibari fu distrutta
dalla rivale Crotone. Gli scavi archeologici dei recenti
anni ne hanno riportato alla luce le rovine, appalesandone
la sua bellezza, i reperti mobili (ceramiche, ori, monete),
le costruzioni (tra cui un teatro ed un edificio termale)
ed un interessante scalo di alaggio ove tirare a secco
le navi per le riparazioni.
Il clima mite della zona è sicuramente garantito
dalla protezione offerta a nord/ovest dal massiccio del
Pollino: con DM del 1990 e successivamente con DPR del
1993 è stato istituito il relativo Parco Nazionale
del Pollino, area protetta a ridosso della Calabria e della
Basilicata. Alle falde del monte annoveriamo centri importanti
quali Trebisacce (9.000 ab. circa); Cassano Ionio (18.500
ab. circa); Castrovillari (23.000 ab. circa) con un interessante
Museo Civico.
Altro baluardo che offre riparo
da sud alla Sibaritide, dunque garantendo un clima mite,
ideale per la maggior parte delle coltivazioni agricole, è l'altopiano
della Sila, ai cui piedi si trovano insediamenti di origine
albanese (San Giorgio, San Cosmo, Vaccarizzo, Macchia,
San Demetrio Corone) i cui agglomerati si formarono dopo
il 1.500 per sfuggire alle invasioni turche, e che mantengono
intatti lingua, tradizioni (es. matrimonio) e costumi,
ben integrandosi comunque nella cultura calabrese. Corigliano
Calabro (40.000 ab. circa), il più grosso centro
della provincia, rinomato per la sua marina (Schiavonea),
per la produzione delle clementine, e per il suo magnifico
castello ducale, riportato agli antichi splendori dopo
anni di restauro. Rossano (34.000 ab. circa), centro della
civiltà bizantina in Calabria, nel cui Museo Diocesano è conservato
il Codex Rossanensis, contenente i Vangeli di Marco e Matteo;
rinomata è inoltre la sua produzione di liquirizia.
Il territorio considerato è a
spiccata vocazione agricola, favorita dalle ideali condizioni
climatiche: spicca tra tutte l' agrumicoltura, la olivicoltura
ed i vigneti.
Tutta la zona, inoltre, conosce
una rilevante presenza di popolo vacanziero, sia per
lo splendido Mare Ionio che lo accarezza; sia per la
vicinanza alle vette (in meno di mezz' ora si raggiungono
gli impianti sciistici della Sila); sia per le peculiarità artistiche e naturali
qui presenti. Ciò ha favorito lo sviluppo di camping,
alberghi ed altre strutture a valenza turistica.
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